Lorenzo Viotti
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gio 23.04.2620:00
OSI al LAC
LAC, Lugano
gio 23.04.2620:00
OSI al LAC
LAC, Lugano
Programma
Maurice Ravel
1875 – 1937)
Le tombeau de Couperin suite per orchestra (1919)
I. Prélude (Vivo)
II. Forlane (Allegretto)
III. Menuet (Allegro moderato)
IV. Rigaudon (Assez vif)
Alban Berg
(1885 – 1935)
Concerto per violino e orchestra Dem Andenken eines Engels (Alla memoria di un angelo) (1935)
I. Andante. Allegretto
II. Allegro. Adagio
Ludwig van Beethoven
(1770 – 1827)
Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore op. 60 (1806)
I. Adagio – Allegro vivace
II. Adagio
III. Allegro vivace
IV. Allegro ma non troppo
Concerto diffuso in diretta radiofonica su RSI Rete Due (rsi.ch/rete-due) e su Radio România Muzical nell’ambito dell’offerta Euroradio.
Il biglietto di questo concerto vale come titolo di trasporto valido nella data del concerto indicata in tale biglietto, quale carta giornaliera Arcobaleno, tutte le zone, in seconda classe (2.)(TK)(V).
Maurice Ravel
Le tombeau de Couperin suite per orchestra
Prima esecuzione (versione per orchestra): Parigi, Salle Érard, Concerts Pasdeloup, 28 febbraio 1920. Direttore Rhené-Baton
Nel suo Schizzo autobiografico, Ravel ricorda come al principio del 1915 «mi arruolai nell’esercito e per questo la mia attività musicale fu interrotta fino all’autunno 1917, quando fui riformato. Terminai allora Le Tombeau de Couperin. L’omaggio s’indirizza più alla musica francese del XVIII secolo che al solo Couperin».
Alban Berg
Concerto per violino e orchestra Dem Andenken eines Engels
Prima esecuzione: Barcellona, Palau de la Musica catalana, 19 marzo 1936. Direttore Hermann Scherchen, solista Louis Krasner
Il Concerto dedicato Alla memoria di un angelo ricorda Manon, figlia di Alma Mahler e Walter Gropius. La giovane attrice, appena diciottenne, era in procinto di interpretare il personaggio dell’Angelo nella messa in scena di Max Reinhardt di Jedermann di Hugo von Hoffmansthal, a Salisburgo.
Ludwig van Beethoven
Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore op. 60
Prima esecuzione: Vienna, Palazzo Lobkowitz, marzo 1807
Il conte Franz von Oppersdorf aveva anticipato a Beethoven cinquecento fiorini per la Quarta e Quinta sinfonia. Il compositore dovette tuttavia dedicare quest’ultima a mecenati più illustri, riservando la sola Quarta al protettore che lo aveva salvato quando fuggì, nottetempo dopo una furiosa lite, dal castello del principe Lichnowsky.
Ravel tra la stima per Berg e l’ammirazione per Beethoven
I sei pezzi che compongono la suite Le Tombeau de Couperin (ridotti a quattro nella versione per orchestra) furono dedicati ognuno ad un amico di Ravel morto nella Grande Guerra. Il titolo però non deve ingannare: non c’è nessun clima funebre, “tombeau” ha il significato antico di composizione musicale in onore di qualcuno.
Ravel apre la suite con il volubile e carezzevole Prélude, cui fanno seguito le stilizzate riverenze della Forlane, l’austero Menuet e il rustico Rigaudon. Come ha sintetizzato Antoine Goléa, Le Tombeau de Couperin, sia nello stupendo originale per pianoforte che nella smagliante versione orchestrale, è qualcosa di più di un “tombeau” a Couperin: «è il tombeau a un’ideale quintessenza di Mozart e Schubert, come tutta la musica di Ravel, il gioielliere, l’orologiaio, l’amante delle stampe cinesi e dei giardini giapponesi, è un tombeau limpido, translucido e fremente al romanticismo. C’è l’emozione, lo slancio, il soffio romantico reinseriti nelle cornici classiche: c’è la sintesi coraggiosa e lucida di quasi centocinquant’anni di musica, da Bastiano e Bastiana a Iberia».
Maurice Ravel nutriva rispetto per la Scuola di Vienna, «anche se in fin dei conti va troppo verso l’astrattismo». Fu ospite a Vienna dei concerti organizzati da Schoenberg e allievi, dove apprezzò molto i brani per clarinetto di Berg («ha fatto cose belle, ma in generale è troppo intellettuale»). Cosa avrebbe pensato del Concerto per violino, che vide la luce con una rapidità che sorprese anche l’Autore, durante le vacanze estive del 1935 sul Wörthersee? A quell’epoca, tuttavia, le facoltà mentali di Ravel si stavano molto indebolendo, mentre il suo collega austriaco era destinato a rapida e improvvisa morte senza aver ascoltato il suo stupendo concerto-requiem. Ma è indubitabile che il ritratto e la trasfigurazione in due movimenti di Manon Gropius, ragazza da tutti amata per la sua vitalità e intelligenza, morta improvvisamente di poliomielite, colpisce per la forza del suo lirico Preludio (Andante) e del violento e tempestoso secondo movimento (Allegro-Adagio) dove compare un corale di J. S. Bach (Es ist genug) formato da quattro note che erano le ultime delle serie dodecafonica impiegata per costruire il concerto.
Il compositore meno nominato da Ravel fu invece Beethoven. Quando ne parlava, era sempre per sottolineare la subalternità a Mozart («Mozart è la perfezione greca; Beethoven, un romano classico»). Un’insofferenza che arrivò alla famosa boutade: «C’è più sostanza musicale nell’Après-midi d’un faune di Claude Debussy che nella meravigliosa e immensa Nona sinfonia di Beethoven».
A Ravel, grande orchestratore, non sarebbe per altro sfuggita la maestria del danzante del Finale della Quarta sinfonia, né la delizia del Minuetto e del Trio, né l’irresistibile tenerezza dell’angelico Adagio che tanto commuoveva Berlioz, né lo straordinario clima di attesa che si carica nell’Introduzione (Adagio) prima dello scatto dell’Allegro. Una sinfonia che dopo la vetta dell’Eroica riportava l’Autore ad un viaggio luminoso verso visioni più serene e positive.
Giovanni Gavazzeni
Lorenzo
Viotti
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Ruolo
Direttore
Veronika
Eberle
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Ruolo
Violino