Krzysztof Urbański
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gio 26.03.2620:00
OSI al LAC
LAC, Lugano
gio 26.03.2620:00
OSI al LAC
LAC, Lugano
Programma
Guillaume Connesson
(*1970)
Symphonie des quatre éléments per quartetto d’archi e orchestra (2025)*
I. Le même fleuve de vie (Lo stesso flusso di vita)
II. Et d’ineffables vents m’ont ailé par instant (E venti ineffabili mi hanno dato per un istante le ali)
III. La Terre est mon tombeau (La Terra è la mia tomba)
IV L’appel du feu (Il richiamo del fuoco)
*Prima esecuzione. Commissionata da OSI insieme a Berner Symphonieorchester e Warsaw Philharmonic Orchestra
Ludwig van Beethoven
(1770 - 1827)
Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92 (1813)
I. Poco sostenuto. Vivace
II. Allegretto
III. Presto
IV. Allegro con brio
Concerto diffuso in diretta radiofonica su RSI Rete Due (rsi.ch/rete-due)
Il biglietto di questo concerto vale come titolo di trasporto valido nella data del concerto indicata in tale biglietto, quale carta giornaliera Arcobaleno, tutte le zone, in seconda classe (2.)(TK)(V).
Guillaume Connesson
Symphonie des quatre éléments per quartetto d’archi e orchestra (2025)
Prima esecuzione:
Berna, Casino, 27 novembre 2025;
Varsavia, National Philharmonic Concert Hall, 13 dicembre 2025;
Lugano, LAC, 26 marzo 2026.
Direttore Krzysztof Urbański, solista Karol Szymanowski Quartet
«Ho investito molto in questo brano – spiega Connesson - è stato un incarico difficile, perché per un brano per quartetto d’archi e orchestra i modelli di riferimento sono pochi. Questo è allo stesso tempo un vantaggio e uno svantaggio. Ho cercato di trovare un’espressione musicale che, nonostante le dimensioni dell’ensemble, rimanesse intima e da musica da camera. Ma la tavolozza di colori a mia disposizione restava immensa».
Ludwig van Beethoven
Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92
Prima esecuzione:
Vienna, Sala dell’Università, 8 dicembre 1813. Direttore L. van Beethoven
La Settima Sinfonia fu presentata nel corso di un Concerto patriottico a beneficio dei soldati austro-bavaresi feriti nella battaglia di Hanau. Il successo clamoroso, tuttavia, più che dai battesimi della Settima e Ottava Sinfonia, fu destato dalla “fantasia musicale” La vittoria di Wellington, in cui i compositori Hummel e Salieri si occuparono di suonare i tamburi-cannone, mentre altri compositori e solisti illustri rafforzavano l’orchestra.
Il fascino primordiale della natura
Caro Pubblico,
il programma di questa sera riunisce due opere sinfoniche che, pur essendo separate da oltre due secoli, condividono una profonda fascinazione per l’energia, il movimento e le forze elementari della natura.
La «Sinfonia dei quattro elementi» di Guillaume Connesson trasferisce l’idea classica di terra, aria, fuoco e acqua in un linguaggio orchestrale contemporaneo dai colori abbaglianti e pieno di vitalità. Ogni movimento cattura un aspetto vivido del mondo naturale, offrendo agli ascoltatori un ricco arazzo sonoro plasmato dall’immaginazione moderna.
In contrasto – eppure in un dialogo straordinario – la Settima Sinfonia di Ludwig van Beethoven incarna un'inesauribile energia ritmica, che ha ispirato generazioni di ascoltatori. Spesso descritta come una celebrazione del movimento e della vita stessa, irradia la stessa intensità elementare che anima l'opera di Connesson.
Insieme, queste due sinfonie creano un programma avvincente che fa da ponte tra passato e presente, rivelando il potere duraturo della musica, capace di esprimere le forze fondamentali che plasmano il nostro mondo.
Buon ascolto!
Krzysztof Urbański
Direttore ospite principale OSI
Il mistero della vita fra acqua, aria, terra e fuoco
La teoria dei quattro elementi è un concetto che risale all’antichità greca utilizzato, tra l’altro, nelle scienze naturali e nella tradizione degli alchimisti. Ne ho ripreso soprattutto l’idea poetica e la forza delle immagini archetipiche che tale teoria ha suscitato in me. Costruita sul numero 4, la mia partitura è un’opera concertante - ma in forma sinfonica - per quartetto d’archi e orchestra. Commissionata insieme da tre orchestre (oltre all’OSI, la Berner Symphonieorchester e la Warsaw Philharmonic Orchestra), si sviluppa su quattro movimenti, in successione uno dopo l’altro: l’acqua, l’aria, la terra e il fuoco.
Oltre ai solisti, utilizza una vasta orchestra con l’aggiunta di alcune percussioni «descrittive»: un geofono per il primo movimento, un eliofono o macchina del vento per il secondo, delle pietre per il terzo e una lastra metallica per il finale. A partire dalle materie prime delle origini, per una riflessione sul mistero e sulla fragilità della vita, la mia sinfonia inizia nella luce, con i primi due movimenti, e si conclude nell’ombra dei due successivi.
«Lo stesso flusso di vita che scorre nelle mie vene giorno e notte, scorre attraverso il mondo e danza in pulsazioni ritmiche»
Questa frase tratta da L’Offrande lyrique di Rabindranath Tagore dà il tono a questo primo movimento. Dopo un’introduzione vibrante e luminosa, il quartetto emerge dalla materia orchestrale su un primo tema ascendente. Un secondo tema, lirico e cromatico, conosce numerosi sviluppi negli scambi tra il «fiume orchestrale» e
«l’organismo del quartetto d’archi», come una metafora della frase di Tagore. Nella coda, il fiume e la materia tematica sembrano dissolversi a poco a poco.
«E venti ineffabili mi hanno dato per un istante le ali»
È un breve scherzo aereo e virtuosistico quello illustrato da questo verso, tratto da Le bateau ivre di Arthur Rimbaud. Al centro del brano, in una danza vorticosa, il ritmo diventa binario, prima di tornare al ternario iniziale in un “tutti” definito “vertiginoso”.
«La terra è la mia tomba»
Sono queste parole di O.V. de L. Milosz che ho voluto porre all’inizio del movimento lento (il più lungo della sinfonia): parole che esprimono il legame tra la terra e la morte. Il quartetto solista presenta un tema iniziale, che viene corroso dal silenzio, come annientato. Si mette quindi in moto progressivamente un corteo funebre, che andrà in crescendo per tutto il movimento. Dopo un momento di parossismo orchestrale, nel silenzio risuona una tenera melodia del violoncello. Su dolci tappeti armonici, con in lontananza il ritmo funebre delle percussioni, il quartetto canta una consolazione impossibile e termina il movimento con un’armonia irrisolta.
«Il richiamo del fuoco»
Questo titolo, tratto da un libro dell’esoterista francese René-Adobe Schwaller, esprime bene l’urgenza inquieta e persino furiosa di questo finale. È un incendio che si propaga in tutti gli strati dell’orchestra e dà vita a una danza frenetica. Alla fine, tutti i motivi si sovrappongono in una coda scatenata!
Guillaume Connesson
I turbamenti della Settima Sinfonia
Tra il 1811 ed il 1812, forti emozioni e profondi turbamenti accompagnano la composizione della Settima Sinfonia di Ludwig van Beethoven: la rottura con Therese Brunsvik (verosimilmente l’”immortale amata” alla quale Beethoven si rivolgeva nel desiderio di «essere trasportato nel regno degli spiriti beati»), e il deludente incontro con Goethe a Teplitz, che lo compianse forse più per il carattere scontroso e la marcata insofferenza verso il genere umano che non per l’inguaribile sordità.
Le tensioni che animano questa sinfonia ne fanno l’ideale prolungamento della “Quinta” dopo la parentesi pastorale della “Sesta”, e questo anche a dispetto di alcuni fraintendimenti ottocenteschi. Wagner per esempio la giudicava un “ballabile”, probabilmente a causa del ritmo di giga del primo movimento, del volteggiare irrefrenabile del terzo e del passo marziale del quarto, interrotti unicamente dall’incedere struggente dell’Allegretto, con il suo caratteristico piede dattilico e le inevitabili connotazioni funebri.
Fraintendimenti a parte, le tensioni della Settima la mettono perfettamente in dialogo con i “Quattro elementi” di Guillaume Connesson, per uno sguardo comune e potente sulle forze elementari della natura.
Krzysztof
Urbański
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Ruolo
Direttore
Karol Szymanowski Quartet
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Ruolo
Quartetto