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Simone Lamsma

Simone Lamsma
Pierre Bleuse Direttore
Simone Lamsma Violino
Musiche di: C. Bray, M. Bruch, A. Dvořák

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Banque Cramer & Cie

gio 26.02.2620:00

OSI al LAC

LAC, Lugano

Programma

Charlotte Bray
(*1982)

A Sky Too Small per orchestra (2023)

7’

Max Bruch
(1838 - 1920)

Concerto per violino e orchestra n. 1 in sol minore op. 26 (1866)

  1. I. Vorspiel: Allegro moderato

  2. II. Adagio

  3. III. Finale: Allegro energico

24’



Antonín Dvořák
(1841 – 1904)

Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 Dal Nuovo Mondo (1893)

  1. I. Adagio – Allegro molto

  2. II. Largo

  3. III. Scherzo: molto vivace

  4. IV. Allegro con fuoco

40’


Concerto diffuso in diretta radiofonica su RSI Rete Due (rsi.ch/rete-due)


Il biglietto di questo concerto vale come titolo di trasporto valido nella data del concerto indicata in tale biglietto, quale carta giornaliera Arcobaleno, tutte le zone, in seconda classe (2.)(TK)(V).

Charlotte Bray

A Sky Too Small per orchestra

Prima esecuzione: Aix-en-Provence, Grand Théâtre de Provence, 13 luglio 2024. Direttore Klaus Mäkelä

La composizione, commissionata dal Festival di Aix-en-Provence e dall’Orchestre de Paris, è ispirata ad un tragico fatto di cronaca. I temi centrali del brano sono la detenzione forzata e la negazione del diritto fondamentale alla libertà.

Max Bruch

Concerto per violino e orchestra n. 1 in sol minore op. 26

Prima esecuzione: Coblenza (Germania), 24 aprile 1866. Solista Otto von Königslöw

Max Bruch dedicò il primo, il più celebre dei suoi tre concerti per violino, al leggendario violinista József Joachim (dedicatario anche dei concerti per violino di Schumann, Brahms e Dvořák), che gli fornì preziosi suggerimenti sulle peculiarità della tecnica violinistica.

Antonín Dvořák

Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 Dal Nuovo Mondo

Prima esecuzione: New York, Carnegie Hall, 16 dicembre 1893. Direttore Anton Seidl

Dal 1892 al 1895 Dvořák soggiornò a New York, dove fu invitato ad assumere l’incarico di direttore artistico e professore di composizione del locale National Conservatory of Music. La Sinfonia detta Dal Nuovo Mondo fu il suo primo lavoro americano e l’ultima delle sue nove sinfonie.

Con l'OSI, che ha fatto la storia del Novecento

Caro pubblico,

sono profondamente onorato di debuttare questa sera con l’Orchestra della Svizzera italiana. Per me è essenziale offrire al pubblico programmi che creino un dialogo tra la magnifica musica del passato — un patrimonio culturale straordinario — e la musica vivente, quella del nostro tempo, così fondamentale per costruire il nostro futuro.

Con l’Orchestra della Svizzera italiana, forte di una storia prestigiosa, questo debutto assume un significato particolare. L’Orchestra ha collaborato in passato con figure leggendarie come Stravinskij, Stokowski e Scherchen, e ha lavorato con compositori quali Strauss, Honegger, Milhaud e Berio, solo per citarne alcuni. Un’Orchestra che ha contribuito in modo decisivo alla grande storia musicale del Novecento.

È in questo spirito che il programma si apre con A Sky Too Small di Charlotte Bray, un’opera che ci immerge in un universo espressivo e poetico. Seguirà il celebre Concerto per violino di Max Bruch, capolavoro del romanticismo che mi è particolarmente caro, avendo io stesso iniziato il mio percorso come violinista.

La serata si concluderà con la maestosa Sinfonia Dal Nuovo Mondo di Antonín Dvořák, una delle opere più emblematiche di questo grande compositore ceco.

Non vedo l’ora di incontrarvi in questa occasione!

Pierre Bleuse

Dall’inquietudine di Bray al Nuovo Mondo di Dvořák

L’intenso e toccante brano di Charlotte Bray, compositrice britannico-tedesca particolarmente sensibile a tematiche civili e politiche, è ispirato ad un tragico evento: il rapimento e l’uccisione nel 2014, dopo due anni di prigionia, del giornalista americano James W. Foley da parte dell’ISIS in Siria. Il brano si concentra in particolare sul tema della detenzione forzata; il titolo stesso, A Sky Too Small (Un cielo troppo piccolo), si riferisce alla sensazione di chi è rinchiuso in una cella oscura e riesce a scorgere solo un minuscolo frammento di cielo. L’insistita ripetizione di piccole cellule melodiche conferisce al brano una sensazione di stasi forzata e di tensione claustrofobica, mentre le sezioni ritmicamente insistenti evocano la violenza dell’incarcerazione e della privazione della libertà. La stessa struttura ciclica del brano, con i pulsanti elementi iniziali ripresi nella conclusione, rafforzano la sensazione di ripetitività ossessiva e opprimente, propria dell’isolamento prolungato.

Di tutt’altro carattere è il Concerto per violino n. 1 di Max Bruch: un’opera giovanile, di cui il compositore non riuscì mai a replicare il grande successo, malgrado una produzione successiva ricca e variegata. Le ragioni della particolare fortuna di questa pagina sono soprattutto la fluente cantabilità e la raffinata scrittura violinistica.

Il concerto è articolato nei tre tradizionali movimenti, composti senza soluzione di continuità. Il primo, intitolato Vorspiel (Preludio), è contraddistinto da un drammatico dialogo tra il solista e l’orchestra e costituisce una passionale introduzione all’Adagio, il centro dell’intera composizione, nel quale tre temi di intensa espressività sono elaborati in un sapiente contrappunto. Il Finale (Allegro energico) si apre con un primo tema scattante, dal ritmo popolare, mentre il secondo è grandioso e magniloquente. Il carattere inconfondibilmente tzigano di questo terzo movimento riflette la moda etnica-popolare delle composizioni dell’epoca, di cui la Sinfonia Dal Nuovo Mondo di Dvořák è una delle testimonianze più emblematiche.

Il compositore boemo fu nominato direttore e professore di composizione del National Conservatory of Music di New York nel 1892, affinché contribuisse ad inaugurare una tradizione di musica colta americana. Alcuni elementi melodici, armonici e ritmici della sua Nona sinfonia sono ispirati ai canti dei nativi americani e agli spirituals afroamericani; allo stesso tempo però possono essere ricondotti al folclore boemo, peculiare della musica di Dvořák.

Nel primo movimento, l’Adagio introduttivo si sviluppa progressivamente verso il caratteristico tema che apre l’Allegro molto, contraddistinto dalla ricchezza e dalla varietà dei suoi episodi. Il successivo Largo, dall’ambientazione lirica e soffusa, è introdotto dalla splendida melodia pentatonica del corno inglese. Questo movimento e il successivo sono ispirati a un poema di Henry Longfellow, Song of Hiawatha, che narra le gesta dell’eroe di una tribù di nativi americani. Lo Scherzo rivela il gusto tipico di Dvořák per la vitalità ritmica e la varietà coloristica. Il conclusivo Allegro con fuoco, aperto dall’imponente e celeberrimo tema, è scritto in forma sonata, caratteristica della grande tradizione sinfonica tedesca; nel suo sviluppo sono ripresi ed elaborati i principali temi dell’intera composizione, facendo così risultare questo finale come una perfetta sintesi delle componenti boeme, mitteleuropee e americane del linguaggio sinfonico di Dvořák.

Pietro Soldini

Pierre
Bleuse

Pierre Bleuse

Ruolo

Direttore

Simone
Lamsma

Simone Lamsma

Ruolo

Violino

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