0%

Benjamin Grosvenor

Benjamin Grosvenor
Pablo González Direttore
Benjamin Grosvenor Pianoforte
Musiche di: M. de Falla, M. Ravel, G. Ligeti, Z. Kodály

Sponsor di serata
Corner Banca

gio 12.02.2620:00

OSI al LAC

LAC, Lugano

Programma

Manuel de Falla
(1876 – 1946)

Il cappello a tre punte suite n. 1 (1921)

  1. I. Introducción - Allegro ma non troppo

  2. II. La tarde - Allegretto

  3. III. Danza de la molinera (Fandango) - Allegro ma non troppo

  4. IV. El corregidor

  5. V. Las uvas

9’

Maurice Ravel
(1875 - 1937)

Concerto per pianoforte e orchestra in sol maggiore (1931)

  1. I. Allegramente

  2. II. Adagio assai

  3. III. Presto 

23’



György Ligeti
(1923 - 2006)

Concert românesc (1951)

  1. I. Andantino

  2. II. Allegro vivace

  3. III. Adagio ma non troppo

  4. IV. Molto vivace

12’

Zoltán Kodály
(1882 - 1967)

Danze di Galánta per orchestra (1933)

  1. I. Lento - Andante maestoso

  2. II. Allegretto moderato

  3. III. Allegro con moto, grazioso

  4. IV. Poco meno mosso

  5. V. Allegro vivace

16’


Concerto diffuso in diretta radiofonica su RSI Rete Due (rsi.ch/rete-due) e su Radio România Cultural nell’ambito dell’offerta Euroradio.


Il biglietto di questo concerto vale come titolo di trasporto valido nella data del concerto indicata in tale biglietto, quale carta giornaliera Arcobaleno, tutte le zone, in seconda classe (2.)(TK)(V).

Manuel de Falla

Il cappello a tre punte suite n. 1

Prima esecuzione (del balletto): Londra, Alhambra Theatre, 22 luglio 1919. Ballets Russes, direttore Ernest Ansermet, coreografo Léonide Massine

Durante una tournee dei celebri Ballets Russes (Balletti Russi) in Spagna, nel 1917, il leggendario impresario Djagilev e il coreografo e ballerino Léonide Massine convinsero Manuel de Falla a trasformare una sua pantomima cantata nel balletto El sombrero de tres picos, che divenne una pietra miliare del repertorio novecentesco. Vi si mescolano l’Aragona nativa di Goya e l’Andalusia assolata di Picasso, autore da parte sua delle scene e dei costumi. La suite n. 1 risale a pochi anni più tardi.

Maurice Ravel

Concerto per pianoforte e orchestra in sol maggiore

Prima esecuzione: Parigi, Salle Pleyel, 14 gennaio 1932. Direttore Maurice Ravel, solista Marguerite Long

«Il mio concerto sarà un po’ ispirato al jazz, che adoro. E’ una pagina leggera, come devono essere tutti i concerti. Perché un concerto deve divertire, e non annoiare. Un solo musicista ha scritto i concerti come devono essere: Mozart. Ma sono molto difficili da suonare. Beethoven ha avuto spesso la mano pesante e Brahms molto di più». (Maurice Ravel)

György Ligeti

Concert românesc

Prima esecuzione: Gibraltar (Wisconsin, Stati Uniti), 21 agosto 1971. Direttore Thor Johnson

«Sono cresciuto in Transilvania fra ungheresi – ricordava Ligeti -. A tre anni ho scoperto il folclore rumeno; la prima volta ascoltando i corni delle Alpi della Carpazia, un'altra volta incontrando “streghe” rumene mascherate – portavano una cappa in pelle di capra, maschere cornute e suonavano violino e cimpoi (una specie di cornamusa). Imitavano gli spiriti demoniaci della foresta transilvana».

Zoltán Kodály

Danze di Galánta per orchestra

Prima esecuzione: Budapest, 23 ottobre 1933. Direttore Ernö von Dohnányi

Galánta è un piccolo centro commerciale situato sulla ferrovia tra Budapest e Vienna, dove il compositore trascorse parecchi anni della sua infanzia. A quell’epoca vi era un’orchestra tzigana, i cui predecessori erano stati famosi per oltre un secolo. Nel 1800 era stato anche pubblicato a Vienna un volume intitolato Danze ungheresi alla maniera dei vari zigani di Galánta.

In viaggio per tradizioni popolari

Caro pubblico,

è per me un grande piacere tornare a Lugano e condividere questa serata con l'Orchestra della Svizzera italiana e il nostro meraviglioso solista, Benjamin Grosvenor. Il programma ci invita a un viaggio attraverso diversi paesaggi, culture e immaginari musicali — dall'Andalusia a Parigi, dalla Transilvania all'Ungheria — attraverso quattro opere che trasformano radici popolari e idiomi folkloristici in vivaci narrazioni sinfoniche.
La Prima suite da Il cappello a tre punte di de Falla apre il concerto con un'esplosione di colori, ritmi e allure teatrale. Originariamente scritta per i Ballets Russes di Djagilev, questa musica cattura lo spirito dell'Andalusia con straordinaria eleganza: ritmi di flamenco, arguzia tagliente e lirismo sensuale si intrecciano in un brillante arazzo orchestrale, che appare allo stesso tempo rustico e raffinato.

 Il Concerto in sol di Ravel ci trasporta invece in un mondo molto diverso — fatto di scintille di jazz, evidenze affilate e amara nostalgia. Composto dopo il viaggio di Ravel negli Stati Uniti, il concerto fonde la forma classica con armonie blues e ritmi sincopati, creando un universo sonoro giocoso, ironico e profondamente commovente. Nel movimento lento il tempo sembra quasi sospeso, mentre una lunga e fragile melodia si dipana su un accompagnamento che pulsa dolcemente: una delle pagine più suggestive di Ravel.

In seguito, con il Concert românesc di György Ligeti, entriamo in un paesaggio modellato dalla memoria e dalla tradizione popolare. Scritto agli inizi della sua carriera, questo pezzo straordinario si ispira alla musica dei villaggi rumeni, catturandone l'energia pura, i ritmi asimmetrici e il lirismo penetrante. Vi percepiamo già la voce unica di Ligeti, compositore affascinato dall’essenza, dai colori e dalla strana bellezza del suono di una collettività.

Il nostro viaggio si conclude con le Danze di Galánta di Zoltán Kodály, radioso omaggio alla cittadina ungherese della sua infanzia. Attingendo alle vecchie danze dette verbunkos, Kodály crea una musica al contempo nostalgica ed esuberante, passando da introspezioni malinconiche a una celebrazione estatica. È un'opera che danza, canta e ricorda, lasciandoci una travolgente sensazione di vitalità.

Non vedo l'ora di condividere con voi questo splendido viaggio!

Pablo González

Echi di folclore fra Andalusia, Paesi baschi e Transilvania

La Prima suite che Manuel de Falla ricavò dal balletto Il cappello a tre punte è composta da cinque numeri: nell’Introducción, una travolgente fanfara, risuonano castagnette, “olé” e battiti delle palme delle mani, per dare al pubblico la possibilità di ammirare il sipario, dipinto all’epoca niente meno che da Picasso; La tarde (Meriggio) introduce i personaggi del mugnaio murciano (che balla una cosiddetta granaina), della mugnaia che riesce a far dire le ore esatte a un merlo e del corregidor (il magistrato) che marcia pomposo su un motivo infantile. La Danza de la molinera (Fandango) dipinge il carattere fiero della donna ammirata dal magistrato che, infiammato, risponde con un olé gaditano grottescamente esposto dal fagotto. Nell’ultimo brano (Las uvas), la mugnaia fa girare la testa al corregidor, offrendogli dell’uva prima che il mugnaio sorprenda la scena e lo cacci a bastonate.

Maurice Ravel disse: «il mio solo desiderio era scrivere un vero concerto, vale a dire un’opera brillante che mettesse pienamente in mostra il virtuosismo dell’esecutore, senza cercare di mostrare profondità. Ho preso per modelli quelli che mi parevano, a mio avviso, i due musicisti che hanno illustrato meglio questo genere di composizione: Mozart e Saint-Saëns. Così questo concerto, che volevo intitolare Divertissement, comprende le tre parti abituali: a un Allegro iniziale, di un classicismo serrato, succede un Adagio con il quale ho voluto rendere omaggio particolare alla scrittura scolastica e che mi sono sforzato di scrivere il meglio possibile; per finire, un movimento vivo in forma di Rondò, egualmente concepito secondo le più severe tradizioni. Al fine di non caricare inutilmente la trama orchestrale, sono ricorso ad un effettivo orchestrale ridotto: al quintetto d’archi si aggiungono piccolo e grande flauto, oboe, corno inglese, fagotti, corni, tromba e trombone».

György Ligeti, da parte sua, nutriva «profondo affetto per la musica popolare e per tutta la cultura della lingua rumena in generale»: il Concert românesc ne è il riflesso, essendo basato su tutta una serie di melodie popolari rumene, notate ascoltando dischi di cera e utilizzando giri armonici correnti nella musica contadina rumena, ripresi in maniera stilizzata. «Questa composizione è uno dei pezzi “camuffati” con i quali tentavo di sfuggire ai diktat del realismo socialista impostomi» ricordava Ligeti. Benché fosse conforme, il pezzo fu dichiarato “politicamente scorretto” a causa di qualche dissonanza vietata (un fa diesis in un contesto di fa maggiore). Uno scherzo tonale anodino poteva essere denunciato come “attentato alla sicurezza dello Stato”; sembra impensabile ad un uditorio d’oggi, ma all’epoca fu immediatamente vietato e suonato solo qualche decennio più tardi.

Le Danze di Galánta, infine, sono un verbunkos ampliato (danza di reclutamento degli ussari, che prende il nome dal verbo tedesco werben, reclutare). Tutte e cinque le danze sono articolate in due momenti opposti, il lassù (lento) e il friss (fresco-veloce), e collegate fra loro senza soluzione di continuità in un crescendo agogico. Sono «la più perfetta incarnazione dello spirito ungherese», secondo quanto scrisse Béla Bartók, che ammirava nel suo collega «un grande maestro della forma, che scrive in modo sintetico ed evita la facile sensazione, la facile brillantezza e gli effetti esteriori».                                                                   Giovanni Gavazzeni

Pablo
González

Pablo Gonzalez

Ruolo

Direttore

Benjamin
Grosvenor

Benjamin Grosvenor

Ruolo

Pianoforte

Oggi suonano

Logo Repubblica e Cantone TicinoLogo Repubblica e Cantone Ticino - Fondo SwisslosLogo Cantone dei GrigioniLogo Città di LuganoLogo Banca StatoLogo RSI Radiotelevisione svizzera
Logo Repubblica e Cantone TicinoLogo Repubblica e Cantone Ticino - Fondo SwisslosLogo Cantone dei GrigioniLogo Città di LuganoLogo Banca StatoLogo RSI Radiotelevisione svizzera
Logo Repubblica e Cantone TicinoLogo Repubblica e Cantone Ticino - Fondo SwisslosLogo Cantone dei GrigioniLogo Città di LuganoLogo Banca StatoLogo RSI Radiotelevisione svizzera

Orchestra residente al LAC (Lugano Arte e Cultura) di Lugano, prosegue il suo cammino di successo fra accoglienze entusiastiche di pubblico e critica in patria e all'estero, nei maggiori teatri e sale di tutta Europa.

Iscriviti alla newsletter

Scoprire in anteprima contenuti speciali.

Iscriviti