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Giorgi Gigashvili

Giorgi Gigashvili
Nikoloz Rachveli Direttore
Giorgi Gigashvili Pianoforte e voce
Nini Nutsubidze Voce
Musiche di: N. Rachveli, M. Ravel, R. Rodgers, F. Chopin, D. Evgenidze, R. Schumann, G. Kancheli, C. Chaplin, I. Gurgulia, E. Grieg, M. Monnot, A. Piazzolla, J. S. Bach, F. Liszt, G. Kancheli, S. Rachmaninov

Sponsor di serata
ernst-gohner

gio 29.01.2620:00

OSI in Auditorio

Auditorio Stelio Molo, Lugano

Programma

“Georgian On My Mind”

Melodie d’amore tra la Georgia e terre lontane

Nikoloz Rachveli
(*1979)

Interlude per orchestra

2’

Maurice Ravel
(1875 – 1937)

Une barque sur l’océan da Miroirs per pianoforte op. 43 n. 3 (1905)

6’

Harold Arlen
(1905 – 1986)

Over the Rainbow (da Il mago di Oz, 1939, arr. N. Rachveli, con un tema di A. Dvořák)

5’

Franz Liszt
(1811 – 1886)

Liebestraum n. 3 per pianoforte (1851)

4’

Jango, Nini Nutsubidze, Giorgi Gigashvili
(*2000)

The Moon (arr. N. Rachveli, con un tema di J. S. Bach)

4’

Robert Schumann
(1810 – 1856)

Concerto per pianoforte e orchestra in la minore op. 54 (1841)

  1. I. Allegro affettuoso. Andante espressivo

15’

Giya Kancheli
(1935 – 2019)

The Eccentrics (arr. N. Rachveli)

7’

Astor Piazzolla
(1921 – 1992)

Buenos Aires Hora Cero (arr. N. Rachveli)

Vuelvo al sur (arr. N. Rachveli)

7’



Inola Gurgulia
(1929 – 1977)

Without You (arr. N. Rachveli)

5’

Fryderyk Chopin
(1810 – 1849)

Notturno per pianoforte in mi maggiore op. 62 n. 2 (1846)

6’

Charlie Chaplin
(1889 – 1977)

Smile (da Tempi moderni, 1936, arr. N. Rachveli)

3’

Sergej Rachmaninov
(1873 – 1943)

Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in do minore op. 18 (1901)

  1. II. Adagio sostenuto

10’

Marguerite Monnot
(1903 – 1961)

Hymn to Love (1949, arr. N. Rachveli, con un tema di C. Orff)

3’

Edvard Grieg
(1843 – 1907)

Concerto per pianoforte e orchestra in la minore op. 16 (1868)

  1. II. Adagio

7’

Giya Kancheli
(1935 – 2019)

Don’t Call Me (arr. N. Rachveli)

Yellow Leaves (arr. N. Rachveli)

The Caucasian Chalk Circle (arr. N. Rachveli)

12’


Concerto diffuso in diretta radiofonica su RSI Rete Due (rsi.ch/rete-due)


Il biglietto di questo concerto vale come titolo di trasporto valido nella data del concerto indicata in tale biglietto, quale carta giornaliera Arcobaleno, tutte le zone, in seconda classe (2.)(TK)(V).

Georgian On My Mind

A Lugano, insieme all'Orchestra della Svizzera italiana, questo concerto diventa un punto d'incontro di mondi diversi: quello del suonare assieme ma anche dell’intimità, della musica classica e della musica vocale, del ricordo e del momento presente.

All'Auditorio Stelio Molo, la musica si dispiega non come una sequenza di stili, ma come una conversazione viva, con un programma che si muove liberamente nel tempo e nello spazio: da Bach, Chopin, Schumann, Liszt e Rachmaninov, a Ravel, Grieg e Piazzolla; dalla poetica semplicità di Chaplin e Monnot alle voci profonde e inconfondibili di Kancheli, Evgenidze, Gurgulia e Rachveli.

Queste opere si presentano fianco a fianco non per caso, ma per intimo e profondo sentire, portando ognuna con sé la propria verità, tenerezza o fuoco interiore.

Al centro della serata c'è uno dei movimenti di un grande Concerto per pianoforte e orchestra: un momento in cui lo strumento parla con la sua voce più piena, vulnerabile e potente. Intorno ad esso, musiche per me profondamente personali, che porto con me da anni e ora condivido sul palco con le persone a me più care: con Nini Nutsubidze, la cui voce ammiro profondamente, questa musica prende vita sotto il titolo Georgian On My Mind, un programma che è cresciuto attraverso fiducia condivisa, ascolto e amore per il canto. Con Nikoloz Rachveli, che ha creato gli arrangiamenti e si unisce a noi sul palco, queste melodie acquisiscono nuove dimensioni. Ha un talento raro: tutto ciò che tocca diventa più chiaro, più profondo, più onesto.
Questa serata non prevede generi o confini. Si tratta di portare con noi la Georgia: la sua malinconia, il suo calore, il suo umorismo, il suo dolore e la sua gioia. Si tratta di portare con noi l'amore per la musica e di offrirlo apertamente, senza distanze.
Per una notte, Lugano diventa un luogo dove le storie si incontrano, dove le canzoni respirano accanto al suono sinfonico e dove la musica viene condivisa, come qualcosa di profondamente umano.

Giorgi Gigashvili

Le più belle melodie d'amore fino a terre lontane

Un programma concertistico, sinfonico e non solo, è specchio del suo tempo: fotografa le caratteristiche, i gusti, gli orientamenti, in una parola il mercato musicale del momento, con le sue tendenze, a volte effimere, ed i suoi canoni estetici. Eppure, in quanto specchio del tempo, esso è variabile, in continuo equilibrio tra novità di grido e confortevoli abitudini, quelle del pubblico, ultimo giudice e cartina di tornasole del successo di chiunque si affacci al mondo volatile delle mode, anche quelle artistiche.

Oggi, il formato canonico di un programma sinfonico prevede, per lo più, tre brani, il primo dei quali serve a scaldare l’atmosfera, per esempio una ouverture, magari di Rossini o Mozart; il secondo brano richiede la presenza di un solista di grande richiamo, che eseguirà un concerto, verosimilmente scelto tra i grandi monumenti del passato, per concludere con una grande sinfonia, anch’essa con tutta probabilità scelta tra i grandi nomi dell’Ottocento romantico tedesco.

Negli ultimi tempi, il bisogno d’innovazione ha indotto direttori e sovrintendenti artistici a mettere in discussione questa prevedibile sequenza (anche a rischio di mandare in crisi il pubblico più conservatore e refrattario), per porsi alla ricerca di repertori più aggiornati, di musicisti emergenti, magari non convenzionalmente iscritti all’albo della “musica classica”, e di formule inconsuete.

In realtà, si tratta di un ritorno all’antico: nel Settecento e nell’Ottocento i concerti potevano essere imprevedibilmente multiformi; i compositori viventi prevalevano su quelli scomparsi da lungo tempo, porzioni di concerti solistici, brani vocali e sinfonie alla moda si alternavano a lunghe improvvisazioni e ospiti d’eccezione, con modalità non ancora ritualizzate. Il passato, cristallizzato in una manciata di nomi illustri, non era al centro degli interessi del pubblico, ed il presente cercava con forza di definirsi nel tentativo di vincerne gli umori ed ottenerne il plauso.

In qualche modo, il programma di questa sera rievoca le modalità poco prevedibili di un passato oramai distante, in una commistione di musica colta, tradizioni popolari e canzone d’autore.

Dopo l’apertura affidata a Nikoloz Rachveli, che dirige l’orchestra, il programma si dipana come un itinerario tra la Georgia e l’Occidente, senza escludere l’arte cinematografica. Ad alcuni compositori canonici come Robert Schumann, Edvard Grieg e Sergej Rachmaninov, di cui ascoltiamo soltanto singoli movimenti tratti da alcuni celebri concerti per pianoforte, si affiancano personaggi insospettabili: Charlie Chaplin, autore di Smile, la canzone che chiude il film muto Tempi moderni, del 1936; Marguerite Monnot che scrisse la musica per l’intramontabile Hymne à l'amour di Edith Piaf nel 1950, e Harold Arlen, autore di un successo intramontabile come Over the Rainbow, che consacrò Judy Garland ne Il mago di Oz del 1939.

A questi si aggiungono alcune trascrizioni dello stesso Rachveli di brani di Astor Piazzolla e Joahnn Sebastian Bach, e alcune pagine pianistiche di Maurice Ravel (1875-1937), Franz Liszt (1811-1866) e Frédéric Chopin (1810-1849).

A dialogare con questi campioni del passato sono chiamati alcuni autori georgiani: la poetessa e cantautrice Inola Gurgulia e il compositore Giya Kancheli, autore di sette sinfonie, l’opera in due atti Music for the living (1982-84) ed un considerevole numero di composizioni da camera, vocali e per il cinema. Un programma che compone un caleidoscopio di colori musicali tra passato e presente.

Massimo Zicari

Nikoloz
Rachveli

Rachveli Nikoloz

Ruolo

Direttore

Giorgi
Gigashvili

Giorgi Gigashvili

Ruolo

Pianoforte e voce

Nini
Nutsubidze

Nini Nutsubidze

Ruolo

Voce

Oggi suonano

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Orchestra residente al LAC (Lugano Arte e Cultura) di Lugano, prosegue il suo cammino di successo fra accoglienze entusiastiche di pubblico e critica in patria e all'estero, nei maggiori teatri e sale di tutta Europa.

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