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San Silvestro

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Robert Treviño Direttore
Musiche di: J. Strauss jr, J. Strauss, G. Rossini, J. Offenbach

Con il sostegno di
Eine Kulturelle Stiftung

mer 31.12.2518:00

Concerti straordinari

LAC, Lugano

Programma

Johann Strauss jr
(1825 – 1899)

Éljen a Magyar!, polka op. 332 (1869)

3’

Johann Strauss jr
(1825 – 1899)

Die Fledermaus ouverture (1874)

9’

Josef Strauss
(1827 – 1860)

Jockey-Polka op. 278 (1870)

2’

Gioachinio Rossini
(1792 – 1868)

Guglielmo Tell ouverture (1829)

13’

Joseph Strauss jr
(1825 – 1899)

Künstlerleben, valzer op. 316 (1867)

9’

Joseph Strauss jr
(1825 – 1899)

Bauern-Polka op. 276 (1863)

4’

Joseph Strauss jr
(1825 – 1899)

Tritsch-Tratsch Polka op. 214 (1858)

3’

Joseph Strauss jr
(1825 – 1899)

Unter Donner und Blitz, polka op. 324 (1868)

3’

Jacques Offenbach
(1819 – 1880)

Gaîté parisienne estratti dal balletto (arr. M. Rosenthal, 1938)

21’

“Felice chi dimentica”: il Capodanno e la famiglia Strauss

Vi siete mai chiesti perché a San Silvestro e a Capodanno ascoltiamo la musica della famiglia Strauss - Johann padre e i suoi figli Josef, Eduard e Johann jr, il più noto di tutti?

Certo, già nell’Ottocento era la “colonna sonora” del divertimento della Vienna imperiale, ne rappresentava l’identità gioiosa e mondana ma anche cinica e malinconica, in un ondeggiamento continuo tra entusiasmo per il futuro e nostalgia del passato.

Però l’associazione storica tra questo repertorio e le feste di fine anno nasce dopo il 1899 (quando Johann figlio morì): il 31 dicembre 1939 a Vienna fu eseguito un “Concerto di beneficenza straordinario” a sostegno della Wehrmacht. Il programma consisteva esclusivamente di vivaci musiche della dinastia Strauss, aprendosi con i Morgenblätter di Johann Strauss e proseguendo con la Annen-Polka, il Kaiserwalzer e i Racconti del bosco viennese. Gli Strauss e i loro valzer non solo si adattavano ai gusti del direttore d'orchestra Clemens Krauss, che già aveva eseguito programmi interamente straussiani a Salisburgo ogni anno dal 1929 al 1933, ma anche ai progetti del regime nazionalsocialista (anche se in seguito si scoprì, con un certo fastidio, che Johann Strauss aveva parenti ebrei, tanto che il Ministro della Propaganda del Reich Joseph Goebbels ordinò la distruzione dei relativi documenti, perché senza la musica di Strauss difficilmente avrebbe potuto rappresentare Vienna come una città di “ottimismo, musica e convivialità”). Infatti, mentre i Berliner Philharmoniker erano responsabili del repertorio più austero e serio -- Beethoven, Bruckner… -, la Filarmonica di Vienna avrebbe dovuto rappresentare “l'anima rilassata del Reich della Grande Germania di Hitler”.

Il 1° gennaio 1941 fu poi la volta di uno Johann Strauss-Konzert (sempre diretto da Krauss) che molte persone lessero come un atto di sopravvivenza e resistenza del vero spirito vitale austriaco contro il nazismo, ma che fu contemporaneamente etichettato dalla propaganda di regime come espressione della “Grande Germania”.

Sia come sia, era ormai nata una nuova tradizione, affidata ogni anno a Clemens Krauss (tranne che nel 1946 e 1947, quando gli fu proibito di dirigere come condanna per i suoi rapporti col regime) e che, dal 1952, fu “allargata” al pomeriggio di San Silvestro. Clemens Krauss morì il 16 maggio del 1954: per la sua successione si tornò… all’antico, ossia affidando la direzione al primo violino in veste di Stehgeiger, cioè la spalla dell’orchestra che si alza in piedi e guida i colleghi strumento alla mano, proprio come succedeva negli ensembles della famiglia Strauss.

Iniziò così l’era di Willy Boskovsky, che durò fino al 1979 e che fissò il Concerto di Capodanno -- trasmesso in televisione a partire dal 1959 e in Eurovisione dal 1969 -- come elemento costitutivo e simbolico delle feste di fine anno per tutti gli Europei: l’immenso repertorio della famiglia Strauss e affini fu cristallizzato in un mix di grandi classici più o meno ricorrenti e di rarità. Ed è ai primi, soprattutto, che guarda il concerto di questa sera.

Ascolteremo ben cinque polke: si parte con Éljen a Magyar! (Viva gli Ungheresi!) del 1869, un omaggio alla nazione “sorella” nell’Impero asburgico, la cui coda è ispirata alla celebre Marcia Rákóczi (all’epoca una sorta di inno non ufficiale), per passare alla Jockey-Polka (1870) di Josef Strauss, che mette in musica la sua grande passione per gli sport equestri. E poi altre tre polke, tutte di Johann Strauss jr: la Bauern-Polka (Polka dei contadini, del 1863), il cui ritornello viene tradizionalmente cantato dai professori d’orchestra; la Tritsch-Tratsch Polka del 1858, che si fa gioco del “chiacchiericcio” -- questa la traduzione del titolo -- viennese e delle accuse rivolte a Strauss stesso dalla stampa locale; e la notissima Unter Donner und Blitz del 1868, descrizione sonora di un temporale estivo.

Ma se Strauss è chiamato il “re del valzer”, questo genere non poteva certo mancare nel concerto di questa sera: ecco allora Künstlerleben (1867) e soprattutto l’ouverture del Pipistrello (Die Fledermaus), che a ritmo di tre quarti ci insegna che «felice è colui che dimentica quello che non si può cambiare».

Non mancano, nel programma, un omaggio alla Svizzera con l’Ouverture dal Tell rossiniano e, infine, una selezione dalla Gaîté parisienne, un balletto che Manuel Rosenthal assemblò nel 1938 a partire da celeberrimi temi di Jacques Offenbach, il re dell’operetta parigino, ma in effetti di nascita tedesca: un mondo in tre quarti, al di là e al di qua del Reno. Nel dettaglio, in questa selezione ascolteremo stasera pagine tratte dalla Vie parisienne (ad esempio l’Ouverture) e da altre operette di Offenbach, per arrivare alla celebre Barcarolle dai Contes d’Hoffmann e concludere in allegria con il trascinante can-can da Orphée aux enfers.
Buon Anno!

Nicola Cattò

Robert
Treviño

Ruolo

Direttore

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